28 settembre 2007

ciao

25 settembre 2007

prima e dopo


come Sherlock Holmes a girare tra i campi con una foglia in mano. L'indicazione diceva "giù dal ponte sulla sinistra c'è un albero alto più o meno 5 metri, quello è quello che ti serve, quella è la foglia che mangia il tuo bruco". Rallento e mi guardo attorno, mi sembra quella e invece no, quello è un noce, un po' più in la trovo quella giusta così metto le quattro frecce e vado, in mezzo ai campi a cercarla con due foglie in mano per fare il confronto e finalmente la trovo. Stacco una frasca e la porto a casa.

"tutto bene papà?"
"Si tato ho trovato la piantina per il nostro bruco"

Tra quattro giorno formerà il suo bozzolo e starà li per cinque mesi fino ad uscirne farfalla....
aspetteremo cinque mesi, ci dimenticheremo quasi di avere un bozzolo in casa fino a quando non la vedremo volare.
Io non mi dimentico Giulio,
io non mi dimentico.
le cose belle non si dimenticano mai,
mi prenderò cura di lei.
l'importante è che abbia un buon ramo a cui aggrapparsi.
il suo cuore batterà tutt'inverno.





"quella farfalla si è appoggiata sulla maniglia della tua macchina ieri sera...stamattina l'ho trovata nel parcheggio bagnata."




"Giulio guarda... diventerà così"
"dai papà prendiamolo. prendiamo il bruco"
"dai prendiamolo, ci sto"

dobbiamo volergli bene.
aggiungiamolo ai pesci,
alla tartaruga da terra,
agli uccellini,
e al micio.

mancava solo il bruco.

24 settembre 2007


la mia casa è un ristorante e un laboratorio. io ci sto bene e probabilmente anche altri ci stan bene. preparo cene e dolci a ripetizione, torte di mele e bolliti misti, tortelloni e fritture di pesce.

ieri steso sul divano ho provato un senso di pace infinita.
giulio sulla mia pancia divorava il suo ghiacciolo con i piedini incrociati,
gli altri tutti incastrati sull'altro divano,

bello così.

mi sono lasciato andare. voglio bene a tutti.

capitano mio capitano

21 settembre 2007


giulio vai a vedere chi ha suonato alla porta.
"ciao, Christian, ciao Giulio,
abbiamo raccolto le castagne e le nocciole,
adesso siamo pronte"

uno a te e uno a me.
uno alla chiara e uno all'erika.

io vi faccio i buchini e voi infilate gli stecchini.

oggi i porcospini e domani le papere.

20 settembre 2007

trainer

mai avrei pensato, ma la barba è cresciuta. come ieri seduto su quella sedia. mi toccavo la barba e lo fissavo negli occhi mentre mi parlava...so cosa mi vuoi dire, so dove vuoi arrivare. E tu? tu che stai seduta di fronte a me? E tu? cosa hai da dire? Le solite cose? Il tuo solito odio? Il solito buio? Si. come previsto...non cambia mai niente tranne che non riesci a trovare la chiave per entrargli nel cuore. e mi odi, mi odi sempre più. Ma io cosa ci posso fare se ti ho offerto un abbraccio e mi hai sputato in faccia, se ti ho dato casa e hai chiuso la porta, se ti ho riaperto la porta e te ne sei andata.

si mescolano i colori, il mio stomaco stritolato dal dolore piange succhi gastrici, sono le 21:40 e ancora devo riposare la mia mente e il mio corpo. Dalle 06:00 del mattino ne sono passate di ore...tante. passeranno ancora e già mi vedo, vecchio a riposare. non vedo l’ora di farmi scopare per allentare tutta questa tensione, una sorta di scopata defaticante.

chiaro e tondo

18 settembre 2007

te l'ho spiegato mille volte. Sii forte non c'è niente da temere. Siamo forti noi che il vento ci sposta senza spezzarci abbiamo rami indistruttibili flessibili. punto. respiro ora.

piangi piccolo mio
piangi Anto

passerà tutto.

l'asilo rimarrà solo il ricordo di un dito schiacciato nella porta
Nicola rimarrà solo un ricordo e nient'altro.

di quelli sfocati.

17 settembre 2007

immobile sul divano in una sorta di dormiveglia era come se fossi sveglio, sentivo il televisore in sottofondo, intavvedevo la luce debole del salotto, sentivo l’aria fresca entrare dalle finestre ma stavo sognando. All’improvviso ho sentito la sua voce, l’inconfondibile voce di chi mi è stata vicino 14 anni alle mie spalle, la sentivo ansimare, ammetto che al principio era quasi eccitante ma poi è diventato un incubo, era come se stesse facendo l’amore alle mie spalle ma non riuscivo a svegliarmi, non ce la facevo, ero paralizzato, ho provato a girarmi in tutti i modi e invece no, ho provato a svegliarmi in tutti i modi ma non ci riuscivo...era come una tortura, ero bloccato, parallizzato sul divano e sentivo tutto ma non potevo oppormi. volevo riempirmi di schiaffi ma non ci riuscivo. Ho avuto paura, mi sono svegliato con il cuore in gola dopo un po’ e con le lacrime agli occhi. L’ho cercata per casa dopo, sono andato in tutte le stanze per cercarla ma non l’ho trovata. mi manca. forse è questo. o forse è che sento qualcosa di strano da un po’ di tempo, sono quei fili invisibili che ti legano alle persone a cui tieni di più. non so cosa sia fatto sta che ieri ho sentito questo.

Sto pagando per tutto il male che le ho fatto. credo anche questo. Me ne sono reso conto tardi e purtroppo anche se prima lo intuivo, solo quando l’ho provato all’ennesima potenza sulla mia pelle ho potuto sentire tutta le delusione, la paura e il male che si prova, troppo tardi e solo allora ho provato a chiedere perdono di quel poco di buono che sono stato, di quel piccolo uomo che sono stato ma sapevo che non ci sarebbe più stato rimedio. Oggi Sto solo cercando di fare del mio meglio. Credevo che davanti ad un amore grande fosse tutto possibile e invece ho sbagliato, sbagliato ad innamorami della persona sbagliata, sbagliato nel distruggere tutto per questa persona che ha ricambiato con la peggior moneta.

avrei potuto fare qualcosa in più ma allora (e cioè nel periodo in cui mi sentivo perso, prima di mollare tutto) mi sembrava di aver già fatto il massimo. credetti di non poter fare di più e così mi lanciai cadendo con la faccia al suolo....e sono rimasto solo, solo con questi incubi che ogni tanto tornano.

spero passino e spero un giorno o l’altro di aver modo di dimostrare quanto bene posso volere anche io. Credo di saper amare anche io. ho perso la strada solo una volta, e ho rovinato tutto. Quello che mi rimane è paura, paura d’amare ancora, paura di fare del male, paura di farmi del male. paura di dare tutto ad una persona per poi rimanere come sono rimasto.

spero di dimostrarle che nella vita si può sbagliare, che nella vita si può migliorare comunque vada. Vorrei fosse felice, vorrei non facesse mai i miei sogni. spero di ridarle la voglia di amare,

perchè forse sono stato proprio io a togliergliela.

14 settembre 2007

hai sprecato talmente tanto fiato che oggi solo chi non ti conosce può crederti, il fiato l’hai sprecato e ancora lo sprecherai per farti credere perchè quello che ti manca è proprio la credibilità.

e la credibilità non la si impara. credibili lo si è e tu no lo sei più. per questo cerchi nuovi palcoscenici... continuamente.

sono ripetitivo come la sua vita.

un eterno rincorrerti e soddisfarti senza mai trovarti ne soddisfarti. vivi sospesa.
Eterna insoddisfatta parlerai di te, colorerai il mondo di rosso e urlerai la tua paura. Scappare non ti aiuterà mai a guarire, il male viene a trovarti, verrà a prenderti nel sonno prima o poi, il male devi guardarlo negli occhi per guarirlo, tu l’hai sempre scansato, non hai mai visto il rovescio della medaglia, quella che luccica meno se non la giri non brillerà mai.

cambi palcoscenico ogni volta per dimostrare a tutti di dire il vero, cerchi su quelle asce in legno la tua ombra, ti ritrovi nelle parole altrui perchè le tue non hanno vita. ossessionata da erpes e orzaioli ti stai divorando da sola. Sai di non essere quello che sei e nemmeno sai cosa vorresti essere...se anche ti riconosci non ti piaci, continui a girare in tondo e in eterno girerai, io ho provato a tenerti le mani inutilmente, tu vorrai sempre quello che non hai e allora continua a girare ma fallo da sola. il male verrà a prenderti, non preoccuparti, il male che hai allontanato non dimentica. Godi del tuo nuovo pubblico, godi del tuo nuovo spettatore, fallo tuo ogni volta che vuoi. il male non dimentica e prima o poi lo troverai seduto al tuo fianco.

oggi ti gonfia gli occhi e le labbra, domani ti prenderà l’anima....

...si, quella “de’ li mortacci tua”.

sparisci che è meglio. la cosa più bella che puoi fare in vita tua.

"Ho perso persino te (la voce scherzosa, un gesto che ho amato).
Questa è la prova. E' evidente,
l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare,
benché possa sembrare un vero (scrivilo!) disastro."

Elizabeth Bishop

riesci a dire stronzate anche quando non sono parole tue.
aggiungici..."l'arte di perdere non è troppo difficile da imparare quando si ha già un'altro da scopare...o se vuoi da amare (che è più romantico)"

mamma mia che schifo che fai.

13 settembre 2007

è la sensazione di non sentirsi mai sazi che ci fa vivere felici. felici se si trovano fogli bianchi su cui scriverlo e spazi grandi in cui potersi perdere per poi ritrovarsi, felici se si ha il coraggio di perdere tutto per poi riconquistarlo, felici di sentirsi sbagliati per riaggiustarsi, felici per non aver perso tempo, felici per aver speso bene fiumi di lacrime, felici per esserci comunque, anche in mutande, anche scalzi, anche in un fosso accovacciati per non farsi beccare dal contadino con la bocca piena e nelle mutande otto mele.
nella corsa due mi sono cadute.
due come le palle.
due come di solito

e invece...
uno.

meglio uno felice che due tristi.
meglio una mela che una pera.
meglio così.
direi che qui quasi possiamo concludere. Il rapporto è stato definito. tutto si è concluso, adesso si pedala.

foto.

click.
fatto!

12 settembre 2007

mi piaccio.

zingaro nell'ufficio.
accavalli le gambe e sul bordo della cattedra ti tieni le mani mentre scruti i tuoi alunni. Nell'aula cala il silenzio ogni volta entri tu. Ma che ne so?! Sei così, strano, muovi il collo come una struzzo, la tua testa va vanti e indietro ritmando il passo. poi fissi il pavimento e di colpo alzi lo sguardo e dici. "la in fooondo!". Sei stato il primo a scombinare i miei schemi, avevo 14 anni e per la prima volta capii che c'era qualcosa di estraneo a me che mi attirava pur respingendomi. Una volta per le vie del centro ti seguii, seguii te e tuo figlio, stesso passo stessa cadenza. Eri diverso anche quella mattina in cui ti incrociai per strade di campagna in tuta mimetica a cavallo della tua mountain bike...avrei voluto urlarti "Prof, ma come cazzo sei conciato?" e invece rispettoso ho riso sotto i baffi. rispettosissimo come a scuola ho riso sotto il banco.

E' da un po' di giorni che l'acqua sembra non bagnarmi, scivola come i pensieri e tornano i sorrisi leggeri.

Io non ho più niente da dire e questo è un buon segnale,
non ho più niente da rincorrere e anche questo è un bell'andare,
ho fogli bianchi e temperini per affilare le armi tutte le sere,
pensieri ad alta pressione che decollano come mongolfiere.

ho spazio,
non ho rimorsi ne pentimenti,
sono felice così
senza comandanti ne tenenti.

"la in fooondo!!"

"si, scusi prof."

11 settembre 2007

e allora che mi racconti?
ti racconto che il ragù per essere un buon ragù ha bisogno di tempo per farsi, ti racconto di sguardi che si fissano allo specchio e segni di matita che ne lasciano traccia. Esisto. Cazzo finalmente esisto! mio fratello si è preso uno schiaffo e li ha scoperto di esistere. io sono arrivato per secondo ma gliel'ho dato più forte, quelli che proprio ti svegliano...quelli che ti fanno dire. "cazzo ma cosa sto combinando?" E allora ben vengano gli schiaffi. "dove cazzo sto andando?" e allora ben vengano gli schiaffi, "cazzo ma allora esisto?!" e allora ben vengano gli sbarleffi. quanti me ne sono presi, quanti te ne sei presi e quanti te ne prenderai ciccio...sai quanti. Alzati e cammina...e non girarti, cammina e sii felice di esistere, sia anche con le vesciche ai piedi, sia anche con le lacrime agli occhi, esisti cazzo esisiti! "Lo senti questo profumo d'erba tagliata?, le vedi le nuvole?, la senti la pioggia che ti bagna? e questo sole che ti brucia? Lo senti?, lo vedi?....allora svegliati.

esisti.

il sorriso è l'unica arma che abbiamo per sconfiggere il male, il male tornerà fidati....tornerà e forse farà ancora più male, basta andare dal dentista e prepararsi...con un bel sorriso sconfiggeremo anche quello.

mi sembra di girare.
quelle sensazioni che ho fin dall'infanzia...
quando sento le parole girare mi sento di vivere
e il resto diventa marginale.

scrivere diventa banale.
di nuovo noi. io e me. di nuovo come tanto tempo fa. non ci sto poi così scomodo e mentre infilo l'erogatore di benzina penso. penso che forse sto bene. il freddo l'ho lasciato nelle scarpe e la notte con la candela guardo la tartaruga mangiare l'insalata del mio orto. come ai vecchi tempi. di monotono non c'è niente quando sono io a deciderlo. quest'anno costruirò un castello.

te lo prometto.

un castello con il ponte levatoio...e fuori i coccodrilli.

10 settembre 2007

rimango vigile...ascolto tutto e cerco di ambientarmi. è un istinto. puro istinto di sopravvivenza, mi spunta un sorriso perchè ho scoperto di volermi bene. quindi rido e sento come non mai oggi la forza di chi ha saputo tenersi in piedi da solo, non cadere mai. mai. sbuffo ma avanzo. lento ma avanzo. avanzo e questo è l’importante, sorrido e questo è l’importante. l’albero che mi è cresciuto dentro sorride, ha una bocca grande come quella di un pesce rosso alla ricerca di pane, labbra umide e un cuore grande come una mela. sono felice comunque anche se le foglie cadranno anche quest’anno, davanti allo specchio sto ad occhi chiusi, mi conosco ormai, so che non mi lascio mai solo. la solitudine la lascio a chi ha paura di vivere. la paura mi ha baciato le guance, protetto dal freddo, sul tappeto magico ho attraversato pianure di solitudine, deserti di silenzi, montagne di tradimenti, galassie di delusioni e poi sono finito qui...in una piccionaia. più vicino al cielo. più vicino alle stelle.
sto bene comunque, il resto, quello che mi manca è dentro. tutto dentro me.

rido

06 settembre 2007

e meno male che ho imparato a farmi scivolare la merda di dosso.
così basta uno shampoo e tutto passa.
meno male.

La terapia procede a piccoli passi e dove non arriva lo psicologo cerco di arrivarci io. così impugno le più brutte parole e cerco di farmi giustizia. da solo. sempre da solo.

spero che quella troia possa cadere dal piedistallo prima o poi e trovarsi senza il suo amato, così da cadere, e faccia a terra chiedersi "ma dio mio dove sei finito? mi ero buttata per caderti tra le braccia amore mio, proprio ora che avevo bisogno di te non ci sei? ah... ma stai con un'altra? no dai? con un'altra amore mio, e io?"..

mi sa che a quelli che non si buttano raramente capita di cadere, preferiscono il bilico senza lanciarsi. quelli come lei vivranno con le romelle in gola perchè la paura li fa scappare.

SEI MEZZA PERSONA e MEZZA PERSONA RIMARRAI.

uff...finirò un giorno di darti la gloria di rovinarmi il diario.
Finirà anche quello e allora brinderò alla mia gioia.

intanto faccio il conto alla rovescia...oggi è? ah il 6 Settembre, mancano 24 giorni e poi spero di non vederti mai più. spero di non incontrare mai più mezze persone come te.

IL "V-day" è tutto per te.

Vaffanculo Federica
e ora vai a rovinare la vita di un'altro. cercalo insensibile che è meglio, soffrirà meno.

e mani avanti mi raccomando...mani avanti sempre.

05 settembre 2007

mi disse: "dimmi la verità"
in quegli attimi tutto sembra correre veloce, vorresti fermare tutto per cercare la risposta giusta ma le risposte giuste non esistono per chi ha il display in fronte. le risposte non esistono perchè la risposta è una, singolare, solo una. Io ho il display in fronte, l'ho scoperto a 32 anni. un giorno specchiandomi pensai di dirmi "sei innamorato vero?" quando sul display correvano altre parole. "no, non più", provai a dirmi "dai sono solo attimi, momenti, sono sensazioni che poi passano" ma sul display correvano altre parole. "pensi ad altro è inutile che cerchi di convincerti, non la ami più".

MI guardò negli occhi e interuppe il flashback, fu come interrompere un sogno sul più bello, pensai che forse avevo la risposta giusta, quella che mi avrebbe permesso di cavarmela ancora, disse "guardami negli occhi, guardami e dimmi se sei ancora innnamorato di me, dimmelo ti prego" silenzio... era già tardi, il display partì in automatico, silenzioso e inesorabile pubblicò quelle parole.
"n o , c r e d o d i n o", silenzioso la guardavo negli occhi, silenziosa stava leggendo, lesse tutto. Andai in playback, diedi voce al display...il sottotitolo più triste che avrebbe mai voluto leggere. "n o n o n t i a m o p i ù".

mi tremavano le gambe, tagliai il filo in un secondo, avrei voluto spaccare la fronte contro il muro e frantumare quel display...ma pensai che quel display un giorno mi avrebbe potuto salvare così mi fermai...in bilico non ci rimasi per più di un secondo, caddi al di la.

quel display mi salverà.

"non ti amo più, cerco me, quel che cerco è dentro me, quel buco che hai provato a riempire ci ha solo fatto male, tu non centri, il male più grande non sarà aver fallito nel tentativo di riempirlo ma quello di aver creduto di potermi amare comunque...così non si può, amarti così non potevo, amarti con un buco dentro non potevo e di questo il display me ne ha parlato, ne abbiamo parlato io e il mio display...stiamo cercando di riempirlo insieme, io e lui stiamo cercando di farci compagnia, niente, nessun surrogato, nessun tappabuchi, niente potrà mai riempirmi se non io stesso, quel buco dovrò riempirlo da solo e poi potrò amare di nuovo. quel buco me l'hanno fatto da piccolo non l'ho voluto, quel buco ho sempre cercato di riempirlo con sorrisi vaghi con notti interminabili affogate nel cuscino, quel buco, quel maledetto buco prima o poi lo riempirò. in autobus un giorno di forse 15 anni fa sentii di esser sulla buona strada, ricordo che il natale accese le proprie luci e io persi lo sguardo tra le pagine di un libro, sentii riempirmi, dieci anni dopo in riva ad un fiume sentii di riempirmi nuovamente e ancora persi la vista tra le pagine di un libro...sempre un libro, sempre parole. qualche anno dopo sentii di aver riempito del tutto quel buco ma mi ritrovai ad averlo riempito d'altro, qualcuno cercò di riempirmelo, qualcuno pensò di poterlo riempire, ebbe quella presunzione e quando si trovò di fronte la morte scappò. non volevo nessuno io, quel buco è mio, quel buco devo riempirlo io, solo io. solo quando sarò riuscito nell'intento sarò pronto a volare, è rispetto questo, è amore questo, è conoscere i propri limiti cercando di superarli, è cercando di superarli che si scopre di poterlo fare e ci si riempie...io mi sto riempiendo grazie a questo."

quel display mi salverà.

piccione in bottiglia

la parole non dette le lascio ai piccioni viaggiatori, le lego alla zampa del più veloce e le lascio andare. il piccione mi guarda di sbieco e carico di parole beve. si disseta perchè il viaggio sarà lungo. gli accarezzo la testa mentre mi becca il palmo...lascio a te tutti i miei desideri piccione del cazzo, lascio a te tutti i miei abbracci, tutti i miei baci, sii fedele non perderti in piazze inutili a scroccare pezzi di pane dai turisti, sii prudente e soprattutto all'arrivo sappi farti riconoscere, le aquile si mescoleranno alle nuvole per poi piombarti addosso, guardati le spalle, anzi guardati alle ali, le aquile attaccano sempre quando meno te l'aspetti, se piove fermati, se c'è vento cerca riparo, se il sole brucia cerca una pozzanghera dove dissetarti, vola alto nel cielo mio piccione....e guardami negli occhi quano ti parlo. c'è in gioco la mia libertà, la mia vita.
piccione di sto cazzo fai qualcosa di buono ogni tanto....tu sai dove andare vero?
no perchè io non lo so...guardami nell'occhio.
guardami
guardami,
no non ho nient'altro da darti,
nient'altro da dirti,
segui l'istinto
come un piccione in bottiglia in balia delle nuvole arriverai dove arriverai,
lo so che ti raccoglieranno perso in qualche piazza ubriaco di parole con il mio biglietto legato alla zampa,
si così,
così
così!!!

ed ora vola. vola. vola. vola.
ebbasta mangiare, che poi non riesci a decollare.

04 settembre 2007

vergognati



che vergogna guardarsi allo specchio di nascosto. e ancora la voce sussurrata che vergogna...

e allora che vergogna, che vergogna pensare di aver amato tutto ciò. aver rinunciato a tutto per poter stare vicino ad una persona così. nella vita si cambia, questo l'ho capito, io per primo sono cambiato, ho persino mentito a me stesso. mi hanno fatto cambiare le circostanze, ho imparato a vivere lontano da mio figlio, ho imparato a viverlo in giorni prestabiliti, ho imparato a rinunciare, ho impararto a cambiare...tutto si impara. anche a piangere. ho imparato a piangere e ad asciugarmi le lacrime per tornare a sorridere, un'asciugamano sempre in tasca e tutto è più facile. quando la terra crepa si aprono voragini...e si va oltre. dall'altra parte. il rovescio della medaglia. credo di aver imparato a vedere l'altra parte della medaglia.

ho imparato a non credere più alle lacrime altrui, ho imparato a volermi più bene, ho imparato a credere solo a me stesso, me stesso come mai prima. io e le mie forze, io e il mio bimbo da crescere.

il resto cambia colore e torna a sorridere piangendo.
il resto cambia strada come cambia bandiera,
il resto parla e parla,
il resto ama sospeso pensando di essere indifeso,
il resto vivrà sempre morendo,
il resto non ha bisogno del resto,
il resto si basta e basta,
il resto è vergogna,
il resto si guarda i piedi,
il resto scappa pensando sia meglio così,
il resto ha paura.

io continuo per la mia strada, felice, felice, felice di quello che mi è rimasto. il mio odore, le mie mani, il mio riflesso allo specchio e una vita davanti da vivere....
e se dovesse piovere giro la medaglia e ritrovo il sole.

io non ho paura
io non cambio colore.

03 settembre 2007

oggi che di spazio attorno ne ho parecchio. oggi che scuotendo la tovaglia ho tolto anche le briciole. oggi che mi trovo a dormirti abbracciato mi sento fotunato. fortunato ad averti vicino. spero per tanto ancora.

una vita spero,
e anche di più